Rischio cardiovascolare: come riconoscere i fattori

Rischio cardiovascolare: come riconoscere i fattori

Quando si parla di rischio cardiovascolare pensiamo subito ai livelli di colesterolo cattivo. Ma davvero è l’unica causa? Scopriamo insieme quali variabili agiscono negativamente e come tenerle sotto controllo

Anche per il rischio cardiovascolare vale la preziosa regola: “prevenire è meglio che curare“. Ma qual è il modo migliore per prevenire? Innanzitutto occorre fare una distinzione in modificabili e non modificabili tra i vari fattori di rischio che possono portare all’insorgere delle malattie cardiovascolari. Tra i fattori non modificabili troviamo: età (rischio da 40 in su), sesso (gli uomini più soggetti rispetto alle donne), familiarità (parenti che hanno avuto patologie analoghe). Su questa categoria di fattori possiamo semplicemente lavorare monitorando il nostro stato di salute ma, chiaramente, non possiamo pretendere di eliminarli.

L’azione di prevenzione vera e propria va, dunque, focalizzata sui seguenti fattori detti modificabili:

  • Insulinoresistenza e diabete. Se non tenuti sotto controllo, possono portare all’aterosclerosi incrementando il rischio cardiovascolare;
  • Ipertensione. Sovraccarica il cuore e accelera l’ aterosclerosi nelle pareti arteriose;
  • Ipercolesterolemia. Quanto più alti sono i livelli di colesterolo, tanto più alto è il rischio che di ostruzione delle arterie;
  • DL-colesterolemia. Le HDL sono lipoproteine che trasportano il colesterolo in eccesso dai tessuti al fegato dove viene eliminato; minore è la loro quantità, maggiore è il rischio cardiovascolare;
  • Sovrappeso, obesità e circonferenza addome (>102 cm per gli uomini e >88 per le donne);
  • Fumo. E’ risaputo che la nicotina acceleri il battito cardiaco. Inoltre, il monossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno nel sangue ed è determinante nell’insorgere dell’aterosclerosi.

Restando in tema di saggezza popolare, come si suol dire, “se conosci il nemico, lo eviti”. Ma come possiamo conoscere i livelli di tutti questi fattori? Il miglior metodo è sicuramente la Carta del rischio cardiovascolare, stilata dall’istituto superiore di sanità (ISS). La Carta è composta da un insieme di tabelle e suggerimenti che consentono di determinare il rischio di essere colpiti da una patologia cardiovascolare maggiore, infarto ed ictus, letale o meno, in un range di 10 anni, in soggetti che non ne hanno mai sofferto.

A questo punto occorre incrociare i valori della tabella con i nostri valori di colesterolemia e pressione arteriosa sistemica e individuare la casella di riferimento. In base al colore della casella, seguendo la legenda, potremo verificare se siamo in stato di allarme o meno.

E ricordiamo, anche se passiamo l’esame a pieni voti, seguire uno stile di vita sano, eliminando il fumo, facendo movimento e attività fisica, riducendo consumo di cibi grassi e aumentando il consumo di pesce ad almeno due volte a settimane, è sempre un ottimo scacciaguai!

Rischio cardiovascolare

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